Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
Da oltre quarant’anni la stimolazione cerebrale profonda (DBS) rappresenta una terapia consolidata per il trattamento dei disturbi del movimento, in particolare della malattia di Parkinson. In Medtronic siamo stati pionieri nello sviluppo di questa tecnologia e continuiamo a investire nella ricerca per migliorarne efficacia, personalizzazione e semplicità di utilizzo. Il nostro impegno è offrire soluzioni che aiutino le persone a mantenere una migliore qualità di vita, supportando al tempo stesso neurologi e neurochirurghi con strumenti sempre più avanzati per ottimizzare il trattamento.
A chi si rivolge il vostro prodotto/device?
La stimolazione adattativa aDBS (BrainSense™ Adaptive DBS) si rivolge alle persone affette da malattia di Parkinson per le quali la DBS è indicata dal team clinico. Si tratta di pazienti che, nonostante la terapia farmacologica, continuano a sperimentare fluttuazioni motorie o variazioni dei sintomi durante la giornata. La tecnologia è progettata per supportare i clinici nell’offrire una terapia sempre più personalizzata, adattata alle esigenze del singolo paziente.
Perché ritiene sia innovativo?
L’innovazione della aDBS risiede nella sua capacità di utilizzare in tempo reale i segnali cerebrali del paziente per adattare automaticamente la stimolazione alle sue necessità. Per comprenderne il valore, è utile guardare all’evoluzione dei pacemaker cardiaci: inizialmente erogavano una stimolazione fissa, mentre oggi modulano il loro funzionamento in base ai bisogni dell’organismo. Con l’aDBS assistiamo a un passaggio analogo nel campo della neuromodulazione. Per decenni la DBS ha fornito una stimolazione continua estremamente efficace. Oggi, grazie alla possibilità di registrare e interpretare specifici biomarcatori cerebrali, il sistema è in grado di reagire alle variazioni dello stato clinico del paziente. È un importante cambio di paradigma: dalla stimolazione “uguale per tutti” a una terapia dinamica e personalizzata. Per questo consideriamo l’aDBS la naturale evoluzione di una tecnologia clinicamente consolidata e il completamento di un percorso di innovazione iniziato molti anni fa.
Che risultati avete o volete raggiungere?
L’obiettivo è migliorare ulteriormente il controllo dei sintomi e offrire ai pazienti un numero maggiore di ore di benessere durante la giornata. Vogliamo inoltre contribuire a rendere la gestione della terapia più precisa e basata su dati oggettivi, favorendo decisioni cliniche sempre più personalizzate. Parallelamente, continuiamo a collaborare con i centri specialistici per ampliare l’accesso alla terapia DBS e permettere a un numero crescente di persone di beneficiare delle opportunità offerte dalla neuromodulazione. In Italia osserviamo un crescente interesse verso l’aDBS da parte della comunità clinica, a testimonianza del potenziale riconosciuto a questo approccio innovativo.
Quali ritiene siano gli unmet needs di questa area terapeutica?
Nonostante gli importanti progressi compiuti negli ultimi decenni, esistono ancora bisogni clinici non completamente soddisfatti. Tra questi vi sono la gestione delle fluttuazioni dei sintomi, la necessità di una sempre maggiore personalizzazione delle cure e l’accesso tempestivo alle terapie avanzate per i pazienti appropriati. Un’altra sfida è continuare a generare evidenze cliniche e diffondere la conoscenza delle opportunità offerte dalla DBS tra specialisti, pazienti e caregiver. Crediamo che il futuro della neuromodulazione sarà sempre più orientato verso terapie intelligenti, capaci di adattarsi alla persona. BrainSense™ Adaptive DBS rappresenta un passo concreto in questa direzione.