Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
“Wellbeing Veins” nasce da una riflessione semplice ma spesso trascurata: non può esistere il benessere del paziente senza il benessere di chi lo cura. Il progetto parte dalla consapevolezza che la Malattia Venosa Cronica richiede un approccio sempre più precoce, continuativo e multidimensionale, nel quale il Medico di Medicina Generale rappresenta il primo e più importante punto di contatto con il paziente. L’obiettivo è stato quello di creare un percorso formativo innovativo che andasse oltre il tradizionale aggiornamento scientifico, integrando competenze cliniche, prevenzione, gestione del paziente e attenzione al benessere del medico. Il progetto si rivolge principalmente ai MMG, valorizzandone il ruolo strategico nella prevenzione, nell’identificazione precoce dei fattori di rischio e nella gestione del paziente con MVC.
Potrebbe descriverlo brevemente?
“Wellbeing Veins” è un percorso di formazione esperienziale che mette al centro il concetto di benessere a 360 gradi. Il format è costruito attorno a tre dimensioni fondamentali della salute — mentale, sociale e fisica — considerate elementi inscindibili nella cura della persona. L’evento accompagna i partecipanti in un’esperienza immersiva: dal coinvolgimento emotivo iniziale fino a sessioni pratiche e interattive dedicate al benessere del medico, alla prevenzione e gestione della Malattia Venosa Cronica e alla traduzione concreta dei concetti appresi nella pratica quotidiana dell’ambulatorio. La sua unicità risiede nella capacità di trasformare l’apprendimento in esperienza vissuta, rendendo i messaggi scientifici più memorabili e immediatamente applicabili.
Che risultati avete o volete raggiungere?
Il risultato più importante che “Wellbeing Veins” si propone di raggiungere è un cambiamento culturale nel modo di affrontare la Malattia Venosa Cronica: non solo come patologia da trattare, ma come condizione che impatta profondamente sul benessere complessivo della persona. Attraverso questo progetto vogliamo rafforzare il ruolo del MMG nel percorso assistenziale, fornendo strumenti pratici per la prevenzione, il riconoscimento precoce dei fattori di rischio e una gestione più efficace del paziente. Allo stesso tempo, intendiamo promuovere una maggiore attenzione al benessere del medico, affinché possa continuare a svolgere il proprio ruolo con consapevolezza, equilibrio e qualità relazionale.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
È fondamentale continuare a promuovere una visione più ampia della salute, che integri aspetti clinici, psicologici e comportamentali. Per la Malattia Venosa Cronica esiste ancora spazio per migliorare la sensibilizzazione, la prevenzione e l’identificazione precoce dei pazienti a rischio. È inoltre necessario investire maggiormente nella formazione del territorio, rafforzando il ruolo del MMG e favorendo strumenti che permettano di trasformare le evidenze scientifiche in comportamenti concreti e sostenibili per medici e pazienti. La vera sfida dei prossimi anni sarà passare dalla sola cura della malattia alla promozione attiva del benessere.
Qual è l’aspetto principale dell’ECM Education Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Nei prossimi anni gli Eventi Stand Alone saranno chiamati a evolvere da semplici momenti di aggiornamento a esperienze formative ad alto coinvolgimento emotivo e pratico. I professionisti sanitari non cercano solo informazioni, ma occasioni che permettano loro di confrontarsi, sperimentare e interiorizzare i contenuti. “Wellbeing Veins” dimostra come l’unione tra rigore scientifico, coinvolgimento esperienziale e attenzione alla persona possa generare un apprendimento più efficace e duraturo. Il futuro della formazione medica appartiene a progetti capaci di lasciare un impatto che continui oltre la durata dell’evento, trasferendosi concretamente nella pratica clinica e nella relazione quotidiana con il paziente.