Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
L’idea di “ALL 4 LIFE” nasce dalla volontà di rafforzare l’impegno di Pfizer in oncologia e onco-ematologia attraverso un progetto di awareness interno capace di unire informazione, coinvolgimento e identità aziendale. La campagna è stata sviluppata per sensibilizzare sui tumori del sangue, della mammella, del polmone e della prostata, trasformando temi complessi inuna narrativa nonché in un’esperienza accessibile e partecipativa. Il progetto si rivolge a tutti i dipendenti Pfizer in Italia, inclusi colleghi delle sedi di Roma e Milano e della forza lavoro sul territorio, con l’obiettivo di favorire consapevolezza, senso di appartenenza e partecipazione attiva.
Potrebbe descriverlo brevemente?
“ALL 4 LIFE” è una campagna di engagement e awareness che si sviluppa in tre mesi attraverso una narrazione ispirata ai quattro elementi naturali: Acqua, Terra, Aria e Fuoco. Ogni elemento rappresenta una diversa area oncologica e diventa il filo conduttore di attività educative, sfide digitali e momenti esperienziali. I dipendenti vengono suddivisi in sette squadre trasversali per funzione e sede e partecipano a quiz, giochi e challenge creative tramite Microsoft Forms, accumulando punti per il proprio team. A queste attività si affiancano installazioni immersive presso le sedi di Roma e Milano, come la fontana con messaggi dedicati all’ematologia, le piante personalizzate con riferimento al tumore della mammella, i palloncini con messaggi per la sensibilizzazione sul tumore del polmone e una grande opera collettiva dedicata al tumore della prostata.
Che risultati avete o volete raggiungere?
L’obiettivo principale è creare una maggiore consapevolezza sulle patologie oncologiche e sul loro impatto, rendendo ogni collega parte attiva della missione aziendale. La campagna punta, inoltre, a rafforzare il coinvolgimento e la collaborazione tra funzioni diverse e il senso di comunità e appartenenza. I risultati ottenuti dimostrano una forte partecipazione, con oltre 320 rispondenti unici coinvolti nelle attività e un elevato livello di interazione lungo tutto il percorso. L’iniziativa ha contribuito a promuovere inclusione, motivazione e connessione tra colleghi, trasformando la sensibilizzazione in un’esperienza condivisa e memorabile.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Riteniamo che esista ancora un’importante opportunità nel continuare a innovare i modelli di comunicazione interna legati alla salute e alla prevenzione. Le campagne di awareness possono evolvere ulteriormente verso esperienze sempre più interattive, personalizzate e continuative nel tempo, capaci di coinvolgere le persone non solo come destinatari di informazioni ma come protagonisti del cambiamento culturale. È inoltre fondamentale rafforzare il collegamento tra purpose aziendale, benessere organizzativo e impatto sui pazienti, rendendo questi temi parte integrante della vita aziendale quotidiana.
Qual è l’aspetto principale dell’Internal Campaign & HR Project che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Crediamo che l’aspetto più rilevante sarà la capacità di trasformare la comunicazione interna in un’esperienza significativa e partecipativa. Le persone sono sempre più coinvolte quando possono contribuire attivamente, condividere idee, collaborare e riconoscersi in uno scopo comune. In questo senso, l’integrazione di education, gamification, storytelling ed esperienze immersive rappresenta una leva strategica per generare apprendimento, engagement e appartenenza. Il futuro delle campagne interne sarà sempre più orientato alla creazione di community capaci di “vivere” concretamente il purpose aziendale, trasformandolo in comportamenti, relazioni e impatto positivo.