Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
Impact Factor è un progetto di comunicazione medico-scientifica nato per trasformare evidenze complesse in contenuti utili alle decisioni cliniche. L’idea nasce dalla volontà di contribuire, in modo concreto e qualificato, a una delle sfide più urgenti nella gestione delle infezioni gravi da Gram-negativi multiresistenti: supportare decisioni terapeutiche tempestive e appropriate anche in condizioni di elevata incertezza clinica e microbiologica. Il progetto integra due leve fondamentali: la terapia empirica ragionata nel paziente critico e il ruolo cruciale del testing di suscettibilità. Al centro dell’iniziativa vi è la diffusione di un nuovo algoritmo decisionale, sviluppato per guidare la scelta terapeutica iniziale nei pazienti critici, dove ogni ora può fare la differenza. Si rivolge principalmente a infettivologi, intensivisti e microbiologi, chiamati ad assumere decisioni rapide e ad alto impatto. Attraverso il confronto multidisciplinare e la valorizzazione di evidenze cliniche, microbiologiche e real-world, abbiamo voluto supportare, con contributo non condizionante, contenuti concretamente applicabili alla pratica clinica.
Potrebbe descriverlo brevemente?
Impact Factor è un progetto di comunicazione medico-scientifica dedicato alla lotta all’antimicrobico-resistenza, con un focus specifico sulla gestione delle infezioni gravi da Gram-negativi multiresistenti. Attraverso due video-talk on demand con esperti di riferimento in infettivologia, microbiologia e terapia intensiva, il progetto approfondisce temi chiave come la terapia empirica ragionata e il testing di suscettibilità, con l’obiettivo di supportare i clinici nelle decisioni terapeutiche. Il programma è stato amplificato da un piano editoriale multicanale per raggiungere in modo capillare il target di specialisti coinvolti nella gestione del paziente critico.
Che risultati avete o volete raggiungere?
Il progetto ha generato un’elevata visibilità e un forte coinvolgimento del target specialistico: oltre 3.000 click sulla newsletter dedicata, più di 2.000 visualizzazioni della landing page e oltre 2.500 dello speciale giornalistico sviluppato a supporto dei contenuti scientifici.
Oltre ai KPI digitali, il risultato più rilevante è stato aver contribuito a creare un confronto multidisciplinare tra infettivologi, intensivisti e microbiologi, favorendo la traduzione delle evidenze scientifiche più recenti in messaggi pratici, immediatamente applicabili e orientati a migliorare la gestione del paziente critico.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
L’AMR continua a rappresentare una delle più grandi sfide sanitarie globali. Per questo, è necessario continuare a lavorare sulla diagnosi precoce, sull’appropriatezza terapeutica e sulla collaborazione tra specialisti. Per noi è fondamentale continuare a favorire il trasferimento delle evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana, affinché ogni paziente possa beneficiare delle migliori decisioni terapeutiche nel minor tempo possibile.
Qual è l’aspetto principale del Marketing Education Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La vera sfida sarà trasformare la conoscenza in impatto concreto, rendendo apprendimento, innovazione e collaborazione strumenti capaci di generare valore reale per pazienti, professionisti sanitari e società. In un contesto in cui la scienza evolve rapidamente, il digitale ridefinisce il modo in cui interagiamo con gli stakeholder e l’AI apre nuove opportunità, le competenze tecniche restano essenziali ma non sono più sufficienti. In Shionogi crediamo che il futuro appartenga ai professionisti capaci di integrare eccellenza scientifica, dati, innovazione digitale e collaborazione con il sistema salute, trasformando la formazione continua in decisioni più efficaci, sostenibili e responsabili.