Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
Il progetto nasce da una criticità clinica e sociale: nonostante la disponibilità di efficaci farmaci salvavita, in Italia le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la prima causa di morte, e solo la metà dei pazienti segue correttamente le terapie. Servier, forte di un impegno iniziato nel 2016 sulla necessità di migliorare l’aderenza terapeutica, ha creato questo contest per le Associazioni Pazienti. L’obiettivo è duplice: aumentare la consapevolezza collettiva su questo tema e valorizzare la capacità delle Associazioni Pazienti di semplificare messaggi clinici, anche complessi, per la popolazione generale.
Potrebbe descriverlo brevemente?
Il contest nasce da una collaborazione con partner strategici come Conacuore e Fondazione Italiana per il Cuore. Dopo il successo della prima edizione del 2024, in cui le Associazioni pazienti sono state premiate per aver immaginato una campagna di comunicazione sull’aderenza terapeutica, questa seconda edizione ha segnato il passaggio “dalla comunicazione all’azione”, premiando le iniziative concrete da loro realizzate sul territorio per aumentare la consapevolezza sul tema. I vincitori sono stati scelti da una giuria popolare e da una prestigiosa Giuria Tecnica composta dai vertici delle principali Società Scientifiche Italiane che hanno creduto in questo progetto: SIC (Società Italiana di Cardiologia), SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa), SIPREC (Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare), SIMI (Società Italiana di Medicina Interna) e ARCA (Associazione Ricerca Cardiovascolare). Alle Associazioni partecipanti è stato inoltre erogato un percorso formativo sulla“Health Literacy” e Comunicazione Sanitaria Digitale da esperti del settore, per rafforzare la loro capacità di diffondere messaggi strategici in modo efficace e misurabile.
Che risultati avete o volete raggiungere?
I numeri testimoniano il coinvolgimento straordinario delle Associazioni Pazienti: abbiamo raccolto nove progetti che hanno saputo intercettare i bisogni reali del territorio. Grazie a queste iniziative, sono state raggiunte circa 10.000 persone nelle piazze italiane e sono stati coinvolti oltre 3.200 tra pazienti e caregiver in incontri formativi dedicati. La risonanza digitale è stata altrettanto significativa, con una piattaforma che ha registrato 44.000 visualizzazioni e ha raccolto oltre 1.600 voti dalla giuria popolare. A questo si aggiunge l’impatto della campagna nazionale nata dalla prima edizione, che ha ottenuto una visibilità massiccia con 1.250 passaggi sulle principali reti TV nazionali e circa 20 milioni di impressioni sui canali digitali, dimostrando come la sinergia tra i diversi attori possa amplificare esponenzialmente il messaggio della prevenzione.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Il numero di pazienti non aderenti resta una criticità prioritaria e una sfida da affrontare. Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della cronicità, l’aderenza terapeutica diventa il pilastro fondamentale della sostenibilità futura del nostro sistema sanitario. È quindi indispensabile uno sforzo sinergico e trasversale che coinvolga tutti gli attori del sistema sanitario – dalle aziende alle istituzioni, dagli operatori sanitari ai cittadini stessi – per generare un reale e duraturo cambiamento culturale, migliorando significativamente la salute cardiovascolare a livello nazionale.
Qual è l’aspetto principale del Patient Advocacy Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La priorità sarà il coinvolgimento attivo del paziente attraverso il miglioramento dell’alfabetizzazione sanitaria. I pazienti devono essere messi in condizione di trovare e comprendere le informazioni corrette e utili per una gestione consapevole della propria salute. Parallelamente, sarà importante supportare progetti che facilitino l’evoluzione del rapporto tra paziente e operatore sanitario in un “viaggio condiviso”, basato su una comunicazione efficace e sulla fiducia reciproca.