Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
J&J MedTech Electrophysiology investe costantemente nella ricerca clinica e preclinica per il trattamento della fibrillazione atriale (FA), con particolare attenzione all’integrazione tra radiofrequenza (RF) e campo pulsato (PF). Tale impegno comprende lo studio multicentrico prospettico SmartfIRE (149 pazienti, 9 centri, 21 operatori), che ha valutato sicurezza ed efficacia del catetere Dual Energy THERMOCOOL SMARTTOUCH™ SF, e un programma preclinico dedicato alla caratterizzazione delle lesioni e della loro durabilità. L’azienda sostiene inoltre la formazione medica continua, come dimostrato dall’evento “Power of Choice” a Milano, che ha coinvolto 8 Key Opinion Leader e oltre 40 elettrofisiologi esperti.
A chi si rivolge il vostro prodotto/device?
La soluzione è destinata a pazienti con FA sintomatica refrattaria ad almeno un farmaco antiaritmico e candidati a isolamento delle vene polmonari (PVI). Si rivolge inoltre agli elettrofisiologi che richiedono flessibilità nella scelta dell’energia più appropriata in base all’anatomia e al target di ablazione, mantenendo un catetere focale con sensore di contact force integrato nel sistema di mappaggio CARTO™ 3.
Perché ritiene sia innovativo?
L’innovazione risiede nell’integrazione di due energie (RF e PF) in un unico catetere focale con sensore di contact force, gestito da un generatore multimodale (TRUPULSE™) che consente il passaggio “one touch” tra le due modalità senza cambio di catetere o cavi.
A differenza dei dispositivi PF “one-shot”, la piattaforma consente un controllo puntuale dei parametri di ablazione tramite due indici dedicati (VISITAG SURPOINT™ Tag Index per RF e PF Index per PF), entrambi basati su formule validate che predicono la profondità di lesione con accuratezza ±1,5 mm in oltre il 94% dei casi (Nakagawa et al.). Questo colma un gap identificato nel mercato attuale, dove i sistemi PF a singola energia offrono elevata sicurezza ma limitata versatilità.
Che risultati avete o volete raggiungere?
Nello studio SmartfIRE il successo procedurale acuto è stato del 100%, con first-pass isolation del 96,8% per vena e assenza di lesioni esofagee nei pazienti valutati. A 12 mesi è stata osservata una libertà da recidiva aritmica del 71,5%, un successo clinico dell’86,4%, una riduzione delle ospedalizzazioni cardiovascolari del 40,8% e dell’utilizzo di farmaci antiaritmici del 60,4%. I migliori risultati sono stati ottenuti nei pazienti trattati con elevata aderenza al workflow raccomandato. L’obiettivo è consolidare un approccio standardizzato e ampliarne l’applicazione ad altre sedi di ablazione oltre la PVI.
Quali ritiene siano gli unmet needs di questa area terapeutica?
Il presente contenuto fa parte della campagna di comunicazione dei Life Science Excellence Awards 2026, premio conferito alle aziende tramite voto riservato ai medici e ai farmacisti della Community WelfareLink