IT’S TIME X

Francesco Albano

In un contesto in cui l'innovazione terapeutica deve essere accompagnata da un'efficace diffusione della conoscenza scientifica nasce “IT’S TIME X”, il progetto realizzato da ADVANZ Pharma per favorire l'integrazione nella pratica clinica di una nuova opzione terapeutica contro le infezioni da patogeni Gram-negativi resistenti. Abbiamo chiesto di parlarcene a Francesco Albano, Marketing Director

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
“IT’S TIME X” nasce dalla consapevolezza che, nell’attuale scenario dell’antimicrobico-resistenza, il lancio di una nuova opzione terapeutica rappresenta una sfida che va oltre la semplice introduzione di un farmaco. L’innovazione genera valore solo quando viene compresa e integrata nella pratica clinica. Da questa riflessione è nato un progetto di marketing pensato per accelerare il trasferimento del valore scientifico di un antibiotico per uso ospedaliero a base di cefepime ed enmetazobactam verso la pratica clinica, accompagnando i professionisti nella comprensione del suo posizionamento terapeutico e del contributo nella gestione delle infezioni da patogeni Gram-negativi resistenti. Il progetto si rivolge alla comunità infettivologica italiana e ai professionisti coinvolti nella gestione delle infezioni complesse. Per ADVANZ Pharma, mettere il clinico al centro significa favorire decisioni terapeutiche sempre più consapevoli, con un impatto positivo sugli outcome per il paziente. 

Potrebbe descriverlo brevemente?
“IT’S TIME X” è un progetto di marketing integrato sviluppato per trasformare il lancio dell’antibiotico per uso ospedaliero a base di cefepime ed enmetazobactam in un’esperienza di elevato valore scientifico. Il progetto combina allineamento strategico del team, coinvolgimento della comunità scientifica ed esperienza immersiva in un modello di launchexcellence. Il concept della “X”, elemento distintivo del brand, ha guidato un percorso capace di tradurre contenuti scientifici complessi in una narrazione chiara, riconoscibile e memorabile. Dal training interno al coinvolgimento dei principali Key Opinion Leader, ogni fase è stata progettata per facilitare il dialogo scientifico e favorire una più rapida comprensione del valore clinico della nuova opzione terapeutica. 

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il progetto ha confermato la validità di un approccio che integra rigore scientifico, engagement e visione strategica. L’elevato coinvolgimento della comunità infettivologica, la partecipazione dei principali Key Opinion Leader e il forte allineamento interno hanno contribuito a creare le condizioni per un corretto posizionamento della nuova opzione terapeutica.L’obiettivo è continuare a sviluppare modelli di launch excellence che favoriscano l’adozione appropriata delle innovazioni terapeutiche, rafforzando il dialogo con la comunità scientifica e generando valore per l’intero ecosistema salute.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Il marketing farmaceutico può evolvere ulteriormente come abilitatore dell’innovazione terapeutica. Il successo di un progetto non dipende soltanto dalla solidità delle evidenze scientifiche, ma anche dalla capacità di renderle comprensibili, contestualizzate e realmente applicabili nella pratica clinica. La sfida consiste nel progettare modelli di engagement che favoriscano il confronto tra azienda, comunità scientifica e professionisti sanitari, creando occasioni di dialogo e collaborazione multidisciplinare. È così che l’innovazione può essere trasferita più rapidamente alla pratica clinica, contribuendo a migliorare la qualità dell’assistenza. 

Qual è l’aspetto principale del Marketing Project che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Riteniamo che i Marketing Project in ambito healthcare saranno sempre più orientati a creare valore lungo tutto il percorso di introduzione dell’innovazione terapeutica, superando il concetto tradizionale di lancio prodotto. I progetti di maggiore successo saranno quelli capaci di integrare rigore scientifico, qualità dell’esperienza e coinvolgimento degli stakeholder, favorendo una più rapida comprensione e un’adozione appropriata delle nuove opzioni terapeutiche. In questo scenario, il marketing sarà sempre più chiamato a creare connessioni tra ricerca, comunità scientifica e pratica clinica, promuovendo una cultura dell’innovazione capace di generare valore per l’intero ecosistema salute e, soprattutto, per il paziente.