Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
“SIT with Experts” nasce dalla volontà di raccontare ciò che normalmente resta invisibile nel mondo pharma: un farmaco rappresenta competenze, processi, controlli, responsabilità e persone che contribuiscono ogni giorno a garantire qualità e sicurezza ai pazienti. Ci siamo resi conto, anche grazie a una survey di Homnya su oltre 300 HCP, che il processo produttivo dei farmaci è in gran parte sconosciuto. Per questo abbiamo “aperto le porte” della nostra azienda per raccontare come nasce davvero un farmaco attraverso un format divulgativo dinamico e adatto a comunicare contemporaneamente con diversi target del mondo scientifico, ma anche coinvolgente per giovani professionisti e per i pazienti.
Potrebbe descriverlo brevemente?
“SIT with Experts” è una docu-serie in formato vodcast di tre episodi che accompagnano il pubblico in un vero e proprio “dietro le quinte” della produzione farmaceutica. I protagonisti del racconto sono coloro che tutti i giorni lavorano nei nostri stabilimenti. Le loro voci, moderate da Silvia Vernotico (Presidente dell’associazione Farmaceutica Younger), si intrecciano per spiegare con parole semplici il percorso che porta dalla materia prima al farmaco finito, il ruolo centrale della qualità e della tracciabilità per la tutela del paziente e il valore del Made in Italy farmaceutico a livello internazionale.
Che risultati avete o volete raggiungere?
L’obiettivo primario del progetto è fare conoscere e avvicinare le persone a processi, valori, responsabilità e lavoro di squadra che ci sono dietro alla «semplice scatoletta» che si trova in farmacia. I primi risultati ottenuti sono stati particolarmente incoraggianti: abbiamo ricevuto più di 5.200 visualizzazioni delle puntate (engagement rate medio del 84%), circa 8.000 accessi alla landing page e 1.2 milioni di impressions. Questo successo si è riflesso anche all’interno dell’azienda, consentendoci di rafforzare il coinvolgimento delle persone e valorizzare concretamente il contributo di chi opera quotidianamente sul territorio e a contatto con il mercato.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Credo che ci sia ancora molto da fare per rendere il mondo farmaceutico più accessibile e comprensibile a tutti, senza rinunciare al rigore scientifico che lo contraddistingue. Ciò emerge anche dai dati che abbiamo raccolto nella survey: gli stessi medici dichiarano che parlare di produzione farmaceutica sia strategico e solo il 10-16% di loro ritiene che la filiera del Made in Italy farmaceutico sia ad oggi sufficientemente valorizzata. Per noi è fondamentale la creazione di un dialogo sempre più aperto con le nuove generazioni, gli HCP e i pazienti attraverso la promozione di una maggiore cultura scientifica e una migliore comprensione del valore che l’industria farmaceutica genera per il Paese: raccontare in modo trasparente la nostra realtà può sicuramente contribuire a costruire fiducia e consapevolezza.
Qual è l’aspetto principale della Media Communication Campaign che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Ritengo che nei prossimi anni nel mondo della comunicazione pharma saranno sempre più importanti l’autenticità e la trasparenza. Le persone devono poter fruire di contenuti autorevoli e capaci di mostrare ciò che avviene realmente nei contesti che si occupano della salute dei cittadini. Le campagne più efficaci saranno quelle capaci di combinare competenza scientifica, contenuti di valore e umanità, utilizzando linguaggi e format innovativi ed ingaggianti per gli utenti. La sfida non è solo raccontare cosa facciamo, ma spiegare perché lo facciamo e quali valori guidano ogni giorno le nostre scelte.