Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
L’idea di questo progetto nasce da un dato che ancora oggi colpisce: il tumore al seno metastatico è il secondo tumore più diagnosticato al mondo, con circa 2,3 milioni di nuovi casi ogni anno. In Italia sono oltre 52.000 le donne che convivono con un tumore al seno metastatico. Oggi la ricerca sta cambiando in modo tangibile la prospettiva di vita di queste donne, offrendo loro più tempo e una sempre migliore qualità di vita. È a partire da questo scenario che abbiamo sentito l’esigenza di promuovere e lanciare una campagna di sensibilizzazione volta a raggiungere il grande pubblico e raccontare come oggi convivere con una malattia metastatica sia possibile anche per molti anni. Questo consente a chi ne è colpito di progettare il proprio futuro e continuare condurre la propria vita malgrado la malattia. La campagna vuole essere, al tempo stesso, un faro sempre acceso sulla condizione metastatica e sui bisogni delle pazienti che ne sono affette, e uno strumento attivo per clinici, istituzioni e associazioni affinché insieme possano proporre e promuovere azioni concrete volte al sostegno di questa comunità di pazienti.
Potrebbe descriverlo brevemente?
Il progetto ha visto anzitutto l’ideazione e produzione di un docufilm dal titolo “Due di Noi” realizzato con Europa Donna Italia, che racconta la storia di due donne, Teresa Giordano e Chiara Ruaro che vivono, fanno progetti e amano, nonostante la malattia. Il film attraversa l’esperienza della malattia ma, soprattutto, pone al centro la vita che continua. Attraverso i loro sguardi e le loro parole, emerge un racconto autentico che parla di fragilità, ma anche di forza, resilienza, futuro.
Che risultati avete o volete raggiungere?
I risultati raggiunti con questo progetto sono stati – devo dire – straordinari: il docufilm è stato presentato al Milano Film Festival, presso l’Anteo Palazzo del Cinema, nel giugno 2025, e nel marzo 2026 il Presidente Mattarella ha conferito a Teresa Giordano e Chiara Ruaro, protagoniste di “Due di Noi”, l’onorificenza di Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il valore sociale dell’iniziativa. La campagna di sensibilizzazione ha continuato a prendere forma nel corso del 2026 con due eventi: il primo a gennaio, nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina, il secondo a Roma, all’interno del Roma Summer Fest. Il nostro obiettivo resta quello di continuare a costruire spazi di ascolto e condivisione attorno a questo tema, e in contesti nuovi e più ampi, sempre più vicino alle persone.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Il nostro obiettivo, insieme alle associazioni pazienti e a tutti gli attori impegnati con noi in quest’area terapeutica, è fare in modo che i progressi della ricerca si traducano in benefici reali, consentendo a sempre più donne di accedere in tempi rapidi alle terapie innovative e di guadagnare, come le stesse donne ci dicono “non solo anni di vita, ma vita negli anni”.
Qual è l’aspetto principale del Patient Advocacy Campaign che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Se la ricerca continua ad ampliare le opzioni terapeutiche, altrettanto fondamentale è il lavoro che svolgiamo insieme alle associazioni di pazienti, ai clinici, alle istituzioni per trasformare il progresso scientifico in opportunità concrete e accessibili. Il nostro impegno è quello di lavorare insieme agli interlocutori nazionali e regionali per raggiungere tutte le donne, indipendentemente dal luogo in cui vivono, e contribuire a ridurre tempi e disuguaglianze di accesso alle cure in Italia.