OLYMPICS SEUa

Gianluca Belloni

Contribuire a migliorare la diagnosi e la gestione delle Microangiopatie Trombotiche attraverso una formazione innovativa e multidisciplinare. È questo l’obiettivo di “OLYMPICS SEUa”, il progetto supportato da Alexion di cui abbiamo parlato con Gianluca Belloni, Brand Manager Hematology, Nephrology, Transplant, Amyloidosis and Cardiology. Parte del team anche Manuela Quintavalle, Medical Advisor Rare Hematology, Nephrology, Transplant, Amyloidosis and Cardiology, Fabrizio Zonta, Regional Account Manager, Claudia De Palo, Regional Account Manager, Serena Omicini, Regional Account Manager e Fabio Carini, Therapeutic Area Lead Rare Hematology, Nephrology, Transplant, Amyloidosis and Cardiology

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
L’idea di “OLYMPICS SEUa” è nata dalla consapevolezza che la Sindrome Emolitico Uremica atipica (SEUa) e le Microangiopatie Trombotiche (TMA) rappresentano ancora oggi una sfida diagnostica e terapeutica complessa. Proprio in ragione di questo abbiamo deciso di supportare il progetto perché riteniamo che potenziare le competenze diagnostiche e decisionali dei professionisti coinvolti nella gestione di queste patologie attraverso un modello formativo innovativo e multidisciplinare sia cruciale. Si rivolge principalmente a giovani medici specializzandi e specialisti in Nefrologia interessati ad approfondire le patologie complemento-mediate. 

Potrebbe descriverlo brevemente?
“OLYMPICS SEUa” è un programma ECM che integra formazione scientifica specialistica, tecnologia digitale e apprendimento esperienziale. Combina relazioni frontali interattive, strumenti di intelligenza artificiale per la sintesi dei contenuti e workshop pratici organizzati come una competizione in stile Olimpiadi, basata su casi clinici e simulazioni reali. 

Che risultati avete o volete raggiungere?
L’obiettivo del programma che abbiamo deciso di supportare è migliorare la diagnosi precoce e la gestione delle TMA e della SEUa, favorendo il networking multidisciplinare e l’aggiornamento specialistico. I partecipanti hanno espresso un gradimento medio del 94,3%, con valutazioni complessive pari a 4,8/5 per utilità formativa e qualità del corso. 

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
La formazione sulle malattie rare rimane una sfida importantissima per rafforzare la collaborazione tra le diverse specialità coinvolte e ampliare l’utilizzo di strumenti digitali e metodologie esperienziali che favoriscano una diagnosi sempre più tempestiva e accurata. 

Qual è l’aspetto principale dell’ECM Education Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
L’integrazione tra formazione scientifica, tecnologie digitali e apprendimento continuo rappresenterà l’elemento più importante. Strumenti interattivi, intelligenza artificiale e repository digitali consentono di trasformare gli eventi formativi in un ecosistema più ampio, permanente e ad alto valore educativo.