Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
L’idea di realizzare il progetto “Oltre la Rampa: il progetto di inclusione in farmacia | P&G” nasce dalla consapevolezza che l’accessibilità e l’inclusività nelle farmacie vadano ben oltre le mere barriere fisiche. Ostacoli come comunicazioni inefficaci, percorsi interni poco fruibili o stimoli sensoriali eccessivi possono limitare l’accesso a diverse categorie di pazienti. Questa comprensione della complessità ha spinto alla creazione del progetto, che si inserisce nel più ampio programma di cittadinanza d’impresa di P&G Italia. Il progetto si rivolge principalmente alle farmacie, con l’obiettivo finale di migliorare la qualità del servizio per tutti i pazienti: persone con diversi tipi di disabilità permanenti, anziani, persone con fragilità temporanee, caregiver.
Potrebbe descriverlo brevemente?
“Oltre la Rampa 2.0” invita i farmacisti a intraprendere un percorso di confronto e formazione per avere comportamenti e una comunicazione sempre più accessibile e inclusiva tramite una landing page con risorse innovative e interattive: video-pillole con consigli pratici su situazioni tipiche al banco, materiali informativi per approfondire i temi di accessibilità, un corso FAD gratuito per indicazioni pratiche su comportamenti e linguaggio, e un sondaggio di autovalutazione del proprio livello di inclusione per identificare aree di miglioramento mirato. Il percorso “Oltre la rampa” supporta i farmacisti nel riconoscere e superare le diverse barriere, con consigli, strumenti pratici e formazione per trasformare l’inclusione in azione. L’obiettivo è trasformare l’accessibilità da un concetto astratto in azioni misurabili e concrete.
Che risultati avete o volete raggiungere?
I risultati ottenuti nei primi tre mesi dal lancio della piattaforma evidenziano il significativo impatto del programma:
Vorremo raggiungere sempre più farmacisti per aiutarli ad abbattere le barriere fisiche, sensoriali e comunicative che ancora oggi rischiano di non permettere ai pazienti di beneficiare dei servizi e del consiglio del farmacista in modo soddisfacente e autonomo.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
L’accessibilità non riguarda solo le barriere architettoniche, ma include attivamente anche le barriere sensoriali e comunicative, c’è ancora molto da fare per diffondere questa visione olistica. L’impegno deve essere costante nell’implementare azioni inclusive e nel misurare i progressi per garantire che l’inclusione diventi una componente fondamentale della qualità del servizio. Con il nostro supporto i farmacisti si possono impegnare in un percorso di confronto e formazione per avere comportamenti e una comunicazione sempre più accessibile e inclusiva che permetta a tutti i pazienti di usufruire del miglior servizio.
Qual è l’aspetto principale del Social Impact Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
L’aspetto che sarà più importante nei prossimi anni è l’approccio olistico all’accessibilità, andando oltre non solo alle barriere architettoniche, includendo attivamente le barriere sensoriali e comunicative, ma anche migliorando l’approccio a un linguaggio più inclusivo verso i pazienti in farmacia, mettendo al centro la persona e non la disabilità o quello che la persona non può fare. Questo approccio a 360 gradi, permetterà non solo di sensibilizzare, ma di trasformare l’intento di inclusione in dati quantificabili e azioni concrete, garantendo un miglioramento continuo e tangibile della qualità del servizio per una platea sempre più ampia di pazienti indipendentemente dal tipo di disabilità o fragilità temporanea.