Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
“360 VOLTS” nasce dall’esigenza di creare uno spazio scientifico dedicato esclusivamente alla Malattia Venosa Cronica (MVC), una patologia ad elevata prevalenza ma ancora spesso sottovalutata nella sua complessità clinica e nel suo impatto sulla qualità di vita dei pazienti. L’idea è stata quella di superare il modello tradizionale del congresso specialistico per costruire un momento di confronto autentico, multidisciplinare e continuativo, capace di accompagnare il medico lungo tutto il percorso della malattia: dai sintomi iniziali fino alle forme più avanzate e ulcerative. Il progetto si rivolge principalmente agli specialisti che si occupano di patologia vascolare, offrendo loro un contesto di aggiornamento scientifico, discussione tra pari e condivisione di esperienze cliniche reali
Potrebbe descriverlo brevemente?
“360 VOLTS” è un evento ECM nazionale dedicato alla medicina vascolare che propone una visione completa e integrata della Malattia Venosa Cronica. Il format prevede letture brevi e altamente focalizzate seguite da un ampio spazio di discussione e confronto tra esperti, favorendo il dialogo e la costruzione di raccomandazioni condivise. La forza del progetto risiede nella capacità di riunire opinion leader, ricercatori, clinici e società scientifiche attorno a un unico obiettivo: tradurre le più recenti evidenze scientifiche in soluzioni concrete per la pratica clinica quotidiana. L’esperienza congressuale viene inoltre estesa oltre l’evento grazie a una piattaforma digitale dedicata che rende disponibili contenuti, materiali scientifici e approfondimenti anche dopo la conclusione dei lavori.
Che risultati avete o volete raggiungere?
Nelle prime tre edizioni, “360 VOLTS” ha coinvolto oltre 600 partecipanti in presenza, più di 600 collegamenti online e oltre 100 Key Opinion Leader tra moderatori, relatori e discussant, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento nel panorama della medicina vascolare. Il risultato più importante, tuttavia, non è rappresentato dai numeri ma dalla qualità del confronto scientifico generato e dall’elevato gradimento espresso dai partecipanti. L’obiettivo futuro è consolidare una vera community scientifica dedicata alla MVC, promuovendo una maggiore consapevolezza della malattia, favorendo l’adozione delle evidenze più recenti e contribuendo a una gestione sempre più precoce, personalizzata e multidisciplinare del paziente vascolare.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
È necessario continuare a investire nella cultura della prevenzione, nella diagnosi precoce e nell’approccio integrato alla Malattia Venosa Cronica. Troppo spesso la patologia viene considerata solo nelle sue manifestazioni avanzate, mentre intervenire precocemente può modificare significativamente il decorso clinico. Serve inoltre rafforzare il dialogo tra le diverse specialità coinvolte, valorizzare la medicina personalizzata e accelerare il trasferimento delle evidenze scientifiche alla pratica clinica quotidiana. In questo percorso, formazione e confronto continuo tra esperti rappresentano strumenti imprescindibili.
Qual è l’aspetto principale degli Eventi Stand Alone che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Nei prossimi anni il valore distintivo degli eventi stand alone sarà la loro capacità di creare confronto scientifico realmente focalizzato su una specifica area terapeutica. In un contesto caratterizzato da una crescente quantità di informazioni, i professionisti sanitari avranno sempre più bisogno di occasioni di approfondimento altamente specialistiche, dove discutere evidenze, condividere esperienze e individuare soluzioni pratiche per la gestione dei pazienti. “360 VOLTS” ha dimostrato che, quando una comunità scientifica si riunisce attorno a un obiettivo comune, il congresso non è più soltanto un evento formativo, ma diventa un motore di crescita culturale e di innovazione clinica per l’intero settore vascolare.