Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
L’idea è nata da una riflessione molto semplice: in adolescenza molti segnali di un possibile disturbo endocrino-ginecologico vengono ancora considerati una normale fase della crescita. Irregolarità mestruali, acne persistente o aumento di peso sono spesso sottovalutati, con il rischio di ritardare la diagnosi di condizioni come la PMOS. Abbiamo quindi voluto creare uno strumento capace di parlare ai professionisti della salute in modo diverso, utilizzando il linguaggio del cinema per stimolare una riflessione sulla diagnosi precoce. Il progetto si rivolge principalmente a ginecologi, endocrinologi, pediatri e studenti di medicina impegnati nella salute dell’adolescente.
Potrebbe descriverlo brevemente?
Puoi cogliere ogni segno” è un cortometraggio realizzato con la regia di Massimo Ivan Falsetta, sviluppato insieme all’associazione scientifica EGOI-PCOS e con la consulenza scientifica del Prof. Vittorio Unfer. Attraverso una narrazione che riavvolge il tempo, racconta come il riconoscimento tempestivo di pochi segni clinici possa cambiare completamente il percorso di vita di una ragazza. Non è un tradizionale video educativo, ma un’esperienza cinematografica pensata per affiancare la formazione scientifica con il coinvolgimento emotivo, favorendo una maggiore consapevolezza clinica.
Che risultati avete o volete raggiungere?
Il cortometraggio è stato inserito in congressi, corsi universitari e programmi di alta formazione, coinvolgendo nei primi mesi oltre 400 professionisti sanitari e studenti di medicina. Il risultato che ci rende più soddisfatti è però un altro: vedere il film diventare uno strumento stabile di medical education, richiesto da università e società scientifiche. L’obiettivo è continuare a diffonderlo nei contesti formativi affinché contribuisca a migliorare il riconoscimento precoce dei disturbi endocrino-ginecologici dell’adolescenza.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Credo sia necessario investire sempre di più nella cultura della diagnosi precoce. Oggi disponiamo di conoscenze scientifiche sempre più solide, ma è fondamentale riuscire a trasferirle nella pratica clinica quotidiana. Per farlo servono nuovi strumenti formativi, multidisciplinarietà e modalità di comunicazione capaci di lasciare un ricordo duraturo. La medicina narrativa può rappresentare un valido complemento alla formazione tradizionale perché aiuta a trasformare le evidenze scientifiche in esperienza concreta.
Qual è l’aspetto principale del Best Marketing Project of the Year che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Penso che il futuro della comunicazione scientifica sarà sempre più orientato alla capacità di coinvolgere senza rinunciare al rigore. I professionisti sono esposti quotidianamente a una grande quantità di informazioni: ciò che farà la differenza sarà creare esperienze formative memorabili, basate su solide evidenze ma capaci di generare partecipazione, emozione e riflessione. In questo senso, integrare linguaggi diversi, come il cinema e la medicina narrativa, rappresenta una strada destinata ad acquisire sempre maggiore rilevanza.