Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
L’idea di Eyevolution nasce dalla volontà di creare un nuovo modello di evento medico-scientifico capace di interpretare la trasformazione in corso nella chirurgia oftalmica: innovazioni tecnologiche sempre più rapide, crescente complessità dei sistemi sanitari, necessità di dimostrare il valore clinico ed economico dei medicaldevice e maggiore centralità del paziente. Il progetto si rivolge a chirurghi, istituzioni sanitarie, esperti di economia sanitaria, ingegneri clinici e industria, con l’obiettivo di generare un confronto multidisciplinare sul futuro dell’oftalmologia.
Potrebbe descriverlo brevemente?
Eyevolution è stato concepito come un evento immersivo di due giorni dedicato al futuro della chirurgia oftalmica. Il programma ha alternato sessioni scientifiche e cliniche, talk su sostenibilità, procurement e health economics, approfondimenti sulla formazione medica, focus su digitalizzazione e interoperabilità dei sistemi sanitari e tavole rotonde multidisciplinari. Tra i temi affrontati rientravano evoluzione tecnologica, formazione continua dei chirurghi, valore economico dei medical device innovativi, comunicazione medico-paziente e criteri ESG nel settore healthcare. La location Big Theatre è stata trasformata in un percorso esperienziale coerente con il messaggio “See the Extraordinary”, attraverso aree immersive, LED wall, hands-on tecnologici e spazi di networking.
Che risultati avete o volete raggiungere?
Il progetto ha generato risultati rilevanti sia sul piano scientifico sia sul piano strategico. In particolare, ha favorito la diffusione di nuove conoscenze cliniche applicabili, stimoli per l’evoluzione della pratica professionale, un elevato livello di interazione interdisciplinare e la creazione di una piattaforma di confronto tra azienda e sistema sanitario. Inoltre, ha contribuito a rafforzare una visione più ampia del valore dell’innovazione tecnologica, non solo in termini di performance clinica, ma anche di efficienza, sostenibilità e qualità delle cure.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Resta fondamentale continuare a promuovere occasioni di confronto multidisciplinare che aiutino a collegare innovazione tecnologica, sostenibilità, formazione, digitalizzazione e valore per il paziente. In futuro sarà importante consolidare questo approccio, andando oltre la semplice presentazione dei prodotti e rafforzando il dialogo tra clinica, tecnologia, economia sanitaria ed aziende.
Qual è l’aspetto principale degli Eventi Stand Alone che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
L’aspetto più importante sarà la capacità degli eventi di diventare piattaforme strategiche di confronto e di networking e non solo momenti di aggiornamento sui nuovi prodotti. Nei prossimi anni farà la differenza un format capace di integrare contenuti scientifici, esperienza immersiva, dialogo multidisciplinare e valore sistemico dell’innovazione, creando un reale coinvolgimento dei partecipanti e una visione condivisa sul futuro dell’oftalmologia.