E quindi uscimmo a riveder le stelle

Bruno De Florio

Garantire la continuità terapeutica durante il passaggio dei farmaci per il diabete SGLT2 dalla DPC al canale Retail è il focus di “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, il progetto di Boehringer Ingelheim di cui abbiamo parlato con Bruno De Florio, National Trade Lead. Parte del team anche Alberto Casotti, Trade Project Manager, e Antonio Gallo, Trade Coordinator, oltre al Team CXE (Customer Experience)

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
Il progetto nasce dalla “improvvisa” necessità di cambiare il modello gestionale del processo distributivo aziendale a seguito del passaggio dei farmaci per il diabete (SGLT2) dalla DPC al canale Retail (farmacie al pubblico) avvenuto a luglio 2025. Il progetto si rivolge internamente (dipartimenti): dalla Supply al Regolatorio, dalle Sales al Market Access, dal Trade al CXE, dal Finance al Customer Service; esternamente: pazienti, customer istituzionali, grossisti e farmacisti. 

Potrebbe descriverlo brevemente?
Sviluppo di un nuovo modello organizzativo cross funzionale che garantisse la continuità terapeutica ai circa 600.000 pazienti in trattamento con i nostri farmaci per il diabete assicurandone la distribuzione capillare in tutte le farmacie di Italia attraverso conoscenza del canale distributivo e partnership con i grossisti che si sono affidati al nostro lavoro e al nostro background. Creazione di team di lavoro e di una task force che, da sei mesi prima dello switch, ha governato l’intero processo di transizione: dalla realizzazione del nuovo packaging fino al raggiungimento del paziente finale. 

Che risultati avete o volete raggiungere?

  • Implementazione di un nuovo modo di stock management attivo ed in ascolto alle esigenze di territorio non più dettate dal servizio farmaceutico regionale/provinciale ma dai grossisti che vi operano 
  • Creazione di Mitigation Plan che, in modo dettagliato e puntiforme, vanno a risolvere la problematica fino al dettaglio della singola farmacia 
  • Riduzione al minimo delle disruption distributive e, quindi, dei disagi per i pazienti  
  • Rafforzamento delle partnership con i grossisti 
  • Eliminazione del rischio di danni reputazionali importanti in caso di disagi per i pazienti 

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Semplificare ancora di più il processo oggi ancora eccessivamente time consuming aumentando delega, responsabilità e flessibilità al Team di progetto. In un contesto distributivo in forte cambiamento, con sempre più acquisizioni e creazioni di grandi gruppi, essere attenti alle evoluzioni di mercato cercando di anticiparle. 

Qual è l’aspetto principale del Patient Support Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Credo che i Patient Support Program (PSP) evolveranno da servizi focalizzati sull’aderenza terapeutica a ecosistemi integrati, digitali e personalizzati che accompagnano il paziente lungo tutto il percorso di cura, utilizzando dati, AI e monitoraggio remoto per anticiparne i bisogni. Per le aziende farmaceutiche il valore si sposterà dal semplice supporto al farmaco alla capacità di migliorare outcome clinici, qualità di vita, engagement e raccolta di Patient Experience Data utili a generare evidenze di valore per il sistema sanitario. Per i grossisti e la filiera distributiva, i PSP rappresenteranno un’opportunità per evolvere da operatori logistici a partner di servizio, contribuendo a garantire continuità terapeutica, home delivery, gestione della supply chain e tracciabilità del percorso del paziente.
Prossime sfide:  

  • Gestione della privacy dei dati  
  • Compliance normativa  
  • Integrazione tra i diversi attori dell’ecosistema sanitario  
  • Capacità di dimostrare un ritorno economico misurabile per tutti gli stakeholder