The Gilead Hub ON AIR

Valentina Palmerini

Favorire una formazione medico-scientifica sempre più accessibile, interattiva e capace di creare connessioni tra specialisti per migliorare la presa in carico dei pazienti con epatopatie è l'obiettivo di “The Gilead Hub ON AIR”, il progetto sviluppato da Gilead Sciences e di cui abbiamo parlato con Valentina Palmerini, Senior Product Manager

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
L’idea è nata dall’osservazione di un bisogno concreto: nelle malattie del fegato, la crescente complessità della pratica clinica richiede una formazione continua sempre più accessibile e vicina ai clinici. Nel 2024 è nato The Gilead Hub, un programma di eventi educazionali che evolve costantemente: ogni anno format e contenuti vengono aggiornati per rispondere ai bisogni dei clinici e alle sfide della gestione dei pazienti. Nel 2026 il progetto è evoluto in “The Gilead Hub ON AIR”, un format innovativo pensato per coniugare l’eccellenza educazionale nazionale con il confronto clinico locale, favorendo la creazione di un network per la condivisione delle migliori pratiche cliniche. Il progetto si rivolge principalmente a infettivologi, gastroenterologi e internisti coinvolti nella gestione delle epatopatie.

Potrebbe descriverlo brevemente? 
“The Gilead Hub ON AIR” è un programma innovativo di educazione medico-scientifica che integra eventi in presenza, collegamenti in live streaming e momenti di confronto interattivo tra specialisti sul territorio nazionale. Il format prevede una sede centrale “Hub”, collegata in tempo reale a sedi “Spoke”, favorendo la condivisione di aggiornamenti scientifici ed esperienze di reale pratica clinica. Il progetto integra workshop dedicati alla comunicazione medico-paziente, un aspetto sempre più rilevante nella gestione delle malattie croniche. L’obiettivo è combinare l’eccellenza scientifica nazionale con il valore del confronto locale, mantenendo il paziente al centro del percorso di cura. 

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il progetto ha già coinvolto centinaia di specialisti in tutta Italia, contribuendo a creare una comunità professionale orientata all’aggiornamento continuo e al confronto multidisciplinare. Guardando al futuro, l’obiettivo è ampliare ulteriormente l’accesso a contenuti scientifici di eccellenza, favorire la condivisione delle migliori pratiche cliniche e supportare la diffusione di percorsi assistenziali appropriati e condivisi. Il traguardo più importante è contribuire a migliorare la presa in carico dei pazienti attraverso una formazione sempre più efficace. 

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito? 
Credo che la sfida principale sia continuare a rendere la formazione inclusiva, accessibile e orientata alla pratica clinica reale. Oggi il valore nasce quando le conoscenze scientifiche vengono trasferite efficacemente nella pratica quotidiana e tradotte in decisioni che migliorano gli esiti dei pazienti. È fondamentale favorire il confronto tra specialisti, la collaborazione multidisciplinare, sviluppare competenze che vadano oltre l’aggiornamento scientifico e una maggiore capillarità territoriale, affinché tutti i professionisti possano accedere alle stesse opportunità formative. 

Qual è l’aspetto principale del Marketing Education Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni? 
L’elemento più importante sarà la capacità di creare esperienze formative realmente rilevanti per i professionisti sanitari. La formazione del futuro dovrà essere sempre più personalizzata, interattiva e in grado di creare connessioni tra conoscenza scientifica, innovazione e bisogni reali dei professionisti e dei pazienti. Non sarà sufficiente fornire contenuti scientifici di qualità: sarà necessario favorire il confronto tra pari, la condivisione delle esperienze e la costruzione di network professionali che generino valore. In questo senso, i modelli ibridi e omnicanale rappresentano un’opportunità: permettono di ampliare la partecipazione, valorizzare le competenze locali e mantenere elevata la qualità scientifica, contribuendo a generare un impatto concreto sulla pratica clinica e sul percorso di cura dei pazienti.