Spring Break

Paola Cecchin

Trasformare l’aggiornamento sull’oncologia ginecologica in un percorso continuativo di confronto tra clinici, pazienti e altri attori coinvolti nella cura. Questo l’obiettivo di “Spring Break”, il progetto realizzato da GSK di cui abbiamo parlato con Paola Cecchin, Operations Manager Oncology

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
“Spring Break” nasce da un bisogno concreto: creare un appuntamento annuale, riconoscibile e continuativo, capace di accompagnare l’evoluzione scientifica e clinica dell’oncologia ginecologica in Italia. L’idea era superare la logica del singolo congresso e costruire nel tempo una community stabile e un luogo di confronto autentico. Il progetto si rivolge a clinici e professionisti sanitari coinvolti nella diagnosi e nel trattamento dei tumori ginecologici, integrando anche la voce delle pazienti, delle loro associazioni e dell’azienda farmaceutica. 

Potrebbe descriverlo brevemente?
“Spring Break” è un percorso di aggiornamento, confronto e condivisione dedicato all’oncologia ginecologica. La quarta edizione, ospitata a Treviso in due giornate, ha riunito una faculty multidisciplinare e internazionale per discutere i nuovi orizzonti terapeutici nel carcinoma endometriale avanzato o ricorrente e nel carcinoma ovarico. Il programma ha unito dati scientifici, casi ed esperienze di pratica clinica, storie e bisogni delle pazienti, con un approfondimento sul ruolo crescente dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica. La responsabilità ambientale completa il progetto attraverso la foresta “Spring Break” realizzata con Treedom, che conta 420 alberi piantati a tutela della qualità dell’aria e della biodiversità. 

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il risultato più importante è aver trasformato un evento in una community che si ritrova, cresce e si riconosce nel progetto. Nelle quattro edizioni “Spring Break” ha coinvolto oltre 130 professionisti sanitari come faculty nazionale e internazionale e circa 800 partecipanti italiani. L’obiettivo è continuare a favorire un dialogo multidisciplinare e non episodico, trasformando l’aggiornamento scientifico e l’ascolto delle pazienti in una visione condivisa e in pratiche cliniche sempre più evolute e personalizzate. In tutto questo la creazione della foresta “Spring Break”, con oltre 420 alberi piantati, significa restituire valore al territorio e contribuire concretamente alla compensazione dell’impatto ambientale generato dalla mobilità e dalle attività connesse al progetto. Un gesto tangibile che unisce coinvolgimento delle persone, sostenibilità e responsabilità verso le generazioni future. 

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Occorre rendere il confronto ancora più continuativo oltre le due giornate di congresso, valorizzando i contenuti e le relazioni costruite durante l’anno. Sarà importante ampliare ulteriormente il coinvolgimento delle pazienti, favorire lo scambio di esperienze real-world tra centri e discipline nazionali ed internazionali e tradurre più rapidamente le evidenze scientifiche in percorsi di cura applicabili nella pratica. Un’altra priorità sarà accompagnare clinici e organizzazioni verso un utilizzo consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale, mantenendo sempre al centro i bisogni della persona. 

Qual è l’aspetto principale del Marketing Project che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Nei prossimi anni sarà decisiva la capacità di mantenere “Spring Break” come piattaforma viva e continuativa, non come appuntamento isolato. Il valore del Marketing Project sarà nell’integrare scienza, ascolto delle pazienti, community e nuovi linguaggi in un’esperienza coerente prima, durante e dopo l’evento. L’innovazione, clinica, scientifica, umana e tecnologica, renderà contenuti, interazioni e opportunità sempre più rilevanti e personalizzati, ma l’elemento distintivo resterà la capacità di trasformare voci diverse in dialogo, il dialogo in collaborazione e la collaborazione in un impatto concreto sulle persone.