Women Care: Call4Stories

Giulia Zanandreis

Trasformare le esperienze legate ai tumori ginecologici in uno strumento di condivisione, consapevolezza e supporto. Questo l’obiettivo di “Call4Stories”, il contest letterario nato all’interno di WOMENcare, lo spazio digitale di GSK, di cui abbiamo parlato con Giulia Zanandreis, Patient Affairs Manager

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
“Call4Stories” nasce all’interno di WOMENcare, lo spazio digitale di GSK dedicato ai tumori ginecologici, dalla consapevolezza che molte esperienze di malattia restano sospese tra silenzi, paure e tabù. Abbiamo scelto di trasformare questo silenzio in parole, con un invito a scrivere per dare voce al benessere femminile, alla forza delle relazioni, all’importanza del supporto e soprattutto al valore di prendersi cura di sé, rivolgendoci alle donne che affrontano un tumore ginecologico, ai loro familiari e caregiver e, più in generale, a chiunque desideri esprimere con le parole la propria sensibilità. Attraverso la narrazione, ogni partecipante offre la propria visione unica, contribuendo a sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e dei percorsi di cura che accompagnano le pazienti. Un invito a scrivere per prendersi cura di sé, per condividere, per sentirsi meno soli, come pazienti e come caregiver. 

Potrebbe descriverlo brevemente?
“Call4Stories” è un contest letterario in cui ogni partecipante invia un racconto breve che viene pubblicato e votato dagli utenti, dando vita ad uno spazio di condivisione, in cui le esperienze legate ai percorsi oncologici trovano espressione attraverso la scrittura, intesa come atto di cura per sé e per gli altri. Le narrazioni raccolte portano alla luce emozioni intense, ricordi, fragilità ma anche consapevolezza, coraggio e legami profondi, diventando il punto di partenza di un nuovo capitolo. Grazie al coinvolgimento di un’illustratrice, dalle storie raccolte prendono vita quattro opere artistiche che traducono in immagini il vissuto e il significato più profondo delle esperienze condivise, rielaborando emozioni, ricordi e riflessioni in forme e colori. A completare questo percorso, un video racconto in cui disegni e voci si intrecciano per dare forma e respiro alle esperienze di chi ha scelto di condividere la propria storia. https://www.womencare.it/blog/contest-stories  

Che risultati avete o volete raggiungere?
Nel 2025 abbiamo raccolto il patrocinio di Acto Italia, Loto e Fondazione Onda, 13 storie, 507 voti, oltre 1.900 visualizzazioni, con 322.178 impression dei contenuti social collegati al progetto. Oltre ai risultati quantitativi, il progetto intende creare uno spazio di condivisione dove le esperienze oncologiche possano essere riconosciute come atto per prendersi cura di sé, valorizzando il vissuto delle pazienti per affrontare temi di benessere femminile e superare lo stigma. In questo modo il progetto contribuisce ad aprire spazi di riflessione e dialogo sui tumori ginecologici e a rafforzare consapevolezza, coraggio e legami tra pazienti, caregiver e comunità.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Nonostante i passi avanti, parlare di tumori ginecologici rimane difficile: silenzi, stigma e paure possono ostacolare il riconoscimento di segnali e sintomi, con possibili ritardi diagnostici. È fondamentale continuare a lavorare per dare supporto e contrastare il tabù che ancora circonda la salute ginecologica e che può far sentire le pazienti isolate o non ascoltate. C’è ancora molto da fare per reimmaginare la femminilità oltre la malattia, rendere l’informazione accessibile, promuovere la prevenzione e integrare stabilmente servizi di supporto psicosociale e relazionale. Vogliamo continuare a dare spazio a nuove storie, collaborare con associazioni di pazienti e clinici per costruire un’alleanza tra informazione, narrazione ed empowerment, affinché nessuna paziente si senta sola nel proprio percorso. 

Qual è l’aspetto principale del Social Impact Program che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Progetti come “Call4Stories” ci mostrano quanto sia importante creare spazi in cui le esperienze individuali diventino patrimonio condiviso, contribuendo a rompere silenzi e tabù e a costruire maggiore consapevolezza. L’aspetto principale sarà la capacità di trasformare queste storie in relazioni e alleanza tra pazienti, caregiver, comunità e sistemi di cura, affinché la partecipazione attiva delle pazienti al percorso di cura diventi un vero empowerment, capace di ridurre il senso di isolamento, incentivare informazione e dare voce alle comunità di pazienti, potenziando il supporto reciproco e la rappresentanza dei loro bisogni.