Dostarlimab: the first innovative
paradigm change option for
endometrial cancer patients

Nicolò Bendinelli

Cambiare il paradigma terapeutico nel carcinoma endometriale primario avanzato o ricorrente è l’obiettivo di dostarlimab, immunoterapia, impiegata in combinazione con carboplatino e paclitaxel nel trattamento di prima linea. A svilupparlo è Gsk e noi ne abbiamo parlato con Nicolò Bendinelli, Market Access Manager Oncology

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
GSK ha dimostrato, e mantiene tutt’oggi, un forte impegno nel favorire un sostanziale cambio di paradigma nel trattamento del carcinoma endometriale avanzato e ricorrente. Attraverso il lavoro coordinato di numerose funzioni aziendali, ha reso disponibile in regime di rimborso SSN il farmaco dostarlimab per le pazienti di prima linea candidate a terapia sistemica a prescindere dallo stato di alterazione del sistema MMR e del livello di stabilità microsatellitare. Questo ha rivoluzionato un contesto clinico basato per anni sul ricorso a trattamenti chemioterapici subottimali in temini di efficacia e tollerabilità. 

A chi si rivolge il vostro prodotto/device? 
Dostarlimab, in combinazione con carboplatino e paclitaxel, è stato dapprima rimborsato per il trattamento di pazienti con carcinoma endometriale con deficit del sistema di mismatch repair (dMMR)/elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H) progredito alla chemioterapia a base di platino (2022). Ad aprile 2025 la rimborsabilità è stata estesa nel trattamento di pazienti adulte affette da cancro endometriale primario avanzato o ricorrente con dMMR/MSI-H e che sono candidate per la terapia sistemica e, a partire da gennaio 2026, nel trattamento di prima linea di pazienti adulte affette da cancro endometriale primario avanzato o ricorrente e che sono candidate per la terapia sistemica. 

Perché ritiene sia innovativo? 
Dostarlimab è la prima e, ad oggi, unica, immunoterapia ad aver ottenuto il riconoscimento da parte di AIFA del requisito di innovatività terapeutica in considerazione dell’unmet need che ha colmato, della maggiore efficacia dimostrata rispetto allo SoC su outcome rilevanti e della alta qualità dei dati a supporto. Lo studio RUBY-1 èl’unico studio di fase III ad aver dimostrato negli ultimi 20 anni un beneficio in termini di sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia standard in questo setting. 

Che risultati avete o volete raggiungere? 
L’impiego clinico dell’anticorpo anti-PD1 nei carcinomi dell’endometrio, ha contribuito a determinare un effetto terapeutico elevato e di lunga durata, con impatto importante per la sopravvivenza. I risultati dello studio registrativo di fase III RUBY parte 1 hanno dimostrato nelle pazienti trattate con dostarlimab in associazione al carboplatino e paclitaxel una riduzione del 36% del rischio di progressione o morte e una riduzione del 31% del rischio di morte rispetto alla sola chemioterapia standard, con un incremento clinicamente significativo di 16,4 mesi della sopravvivenza mediana 

Quali ritiene siano gli unmet needs di questa area terapeutica?
Il carcinoma endometriale primario avanzato o ricorrente è una patologia a prognosi infausta associata ad una ridotta sopravvivenza globale, ad un elevato rischio di recidiva e ad un importante deterioramento della qualità della vita. Nell’ambito del trattamento di prima linea, dostarlimab ha permesso di passare da una chemioterapia con beneficio limitato a un approccio immunoterapico mirato capace di generare un beneficio statisticamente significativo e clinicamente rilevante su esiti ‘gold standard’ in oncologia (OS e PFS). Resta alta l’attenzione e il committment di GSK per rendere piu omogenei i percorsi diagnostico-terapeutici essenziali per garantire un accesso equo al trattamento.