Oltre i Limiti

Benedetta Bitozzi
Lisa Bini

Trasformare la sponsorship dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 in un'esperienza condivisa, capace di coinvolgere dipendenti e stakeholder attorno ai valori comuni di sport, scienza e innovazione. Questo l'obiettivo di “Oltre i Limiti”, il progetto sviluppato da Lilly e raccontatoci da Benedetta Bitozzi, Director, Communication, Advocacy & Policy, Lilly Italy Hub, e Lisa Bini, Associate Director – Employee Experience and HR Chief of Staff, Lilly Italy Hub

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
“Oltre i Limiti” nasce dalla volontà di rendere coerente con l’ambition e la Mission di Lilly la sponsorizzazione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.  Fin da subito abbiamo scelto di non vivere la sponsorship soltanto come visibilità esterna, ma di trasformarla in un modo per ampliare la nostra legacy e in un’esperienza anche per i nostri colleghi. Rendere i nostri colleghi dell’Italy Hub i primi protagonisti è stato uno degli obiettivi principali. Gli stessi valori che uniscono sport e scienza, ovvero determinazione, resilienza e il coraggio di andare oltre il limite, sono quelli che guidano Lilly ogni giorno per trasformare la scienza in cura. Il progetto si è rivolto sia ai dipendenti Lilly che ai nostri stakeholders esterni (pazienti, medici, istituzioni e media). 

Potrebbe descriverlo brevemente?
“Oltre i Limiti” è il claim che ha accompagnato l’intera stagione olimpica e paralimpica con un unico racconto, coerente dentro e fuori l’azienda. Sul fronte pubblico Lilly ha portato salute e scienza nel cuore dei Giochi con installazioni, a partire dal nostro “Igloo” ai Live Sites di Milano e Cortina, al «The Impossible Gym – Winter Edition» dedicata all’obesità come malattia cronica, fino alla campagna masterbrand «Never Over», uniti simbolicamente da un filo rosso. Sul fronte interno abbiamo coinvolto più di 50 dipendenti come volontari direttamente nelle sedi dei giochi, 10 dipendenti come torch-bearers che hanno rappresentato fisicamente i valori della nostra azienda uniti a quelli olimpici. In più, una narrativa interna dedicata ha accompagnato tutti noi nel vivere questa bellissima esperienza come un unico vero team Lilly.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il primo risultato è la coerenza: un’unica narrazione capace di tenere insieme reputazione esterna e orgoglio interno attorno ai valori di eccellenza, integrità e rispetto per le persone. Sul piano interno l’iniziativa ha generato una partecipazione e un engagement superiori alle attese, con i colleghi che hanno vissuto in prima persona le attivazioni e ne hanno amplificato spontaneamente il racconto. L’obiettivo, guardando avanti, è consolidare questo modello di ingaggio come eredità stabile della sponsorship, oltre il singolo evento. 

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Molto. La sfida è passare da un’attivazione straordinaria, legata a un grande evento, a un metodo continuativo. Significa mettere a sistema strumenti, fiducia e occasioni perché le persone possano raccontare Lilly con la propria voce, in modo autentico e in piena continuità con le regole di trasparenza e correttezza che governano il nostro settore. Serve inoltre misurare sempre di più l’impatto interno di queste iniziative, per valorizzarle come leva di cultura e non solo come momento celebrativo. 

Qual è l’aspetto principale dell’Internal Campaign & HR Project che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Il coinvolgimento autentico delle persone. Intelligenza artificiale e digital workplace sono leve fondamentali, ma restano vuote senza persone ingaggiate e consapevoli. La vera priorità è costruire una cultura in cui ogni collega si senta co-autore della narrazione aziendale, non esecutore di messaggi calati dall’alto, ma portatore di una prospettiva autentica. In un’azienda dove il lavoro ha un impatto diretto sulla vita dei pazienti, questa dimensione ha un peso ancora più profondo.