Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
Il progetto ECM “ADHERENCE” è nato per promuovere nella classe medica una riflessione sulla scarsa aderenza terapeutica nelle patologie croniche cardiovascolari e sulle strategie applicabili nella pratica clinica, supportando al contempo i pazienti nel percorso di cura. Il Rapporto OSMED 2024 conferma la rilevanza del problema: solo un paziente iperteso su due presenta un’elevata aderenza alla terapia, percentuale che scende al 46% nei trattamenti ipolipemizzanti. Migliorare l’aderenza significa ridurre eventi cardiovascolari e mortalità, contribuendo anche alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e a una migliore organizzazione del lavoro sanitario.
Potrebbe descriverlo brevemente?
“ADHERENCE” è un percorso strutturato, sostenuto da PIAM, che integra formazione scientifica, pratica clinica e tecnologia digitale. Prevede 74 eventi residenziali da 3 crediti ECM su tutto il territorio nazionale, con la partecipazione di un tutor cardiologo per ciascun incontro, e l’utilizzo del tool “Cardio Health”. Il progetto è stato sviluppato da un board scientifico, che ha definito programma e materiali e formato i tutor. “Cardio Health” utilizza WhatsApp come canale sicuro tra medico e paziente per inviare promemoria relativi a farmaci, appuntamenti e controlli, monitorare le risposte e supportare l’aderenza terapeutica, nel rispetto della privacy di entrambi.
Che risultati avete o volete raggiungere?
L’obiettivo è migliorare la continuità terapeutica dei pazienti cronici a rischio cardiovascolare, consentendo ai clinici di monitorare l’aderenza e intervenire tempestivamente in presenza di criticità. Attraverso i 74 eventi ECM, il progetto coinvolgerà complessivamente 814 medici: 74 specialisti nel ruolo di tutor e 740 Medici di Medicina Generale come discenti.
Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
È necessario proseguire su quattro direttrici: formazione dei professionisti, sensibilizzazione dei pazienti, monitoraggio continuativo e strumenti di supporto semplici da integrare nella pratica clinica. I dati OSMED mostrano infatti che l’aderenza resta insufficiente. In Italia la scarsa aderenza in ambito cardiovascolare è associata ogni anno a 60.500 ospedalizzazioni e a costi per circa 470 milioni di euro per il Servizio Sanitario Nazionale. Servono quindi modelli capaci di trasformare la consapevolezza in comportamenti terapeutici più costanti.
Qual è l’aspetto principale del Marketing Education Program che sarà più importante, secondo lei, nei prossimi anni?
Sarà decisiva la capacità di trasformare la formazione in applicazione concreta. La sola teoria non basta: i professionisti sanitari devono poter contare su strumenti semplici, immediatamente utilizzabili e integrati nei processi assistenziali. I programmi più efficaci saranno quelli in grado di unire aggiornamento scientifico, coinvolgimento attivo dei clinici e soluzioni digitali, migliorando la comunicazione medico-paziente, il monitoraggio dei percorsi terapeutici e, in ultima analisi, gli esiti clinici e l’aderenza.