Piatti UNICI

Emanuela Errichiello

Promuovere un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile attraverso indicazioni semplici da applicare nella vita quotidiana. Questo l’obiettivo di “Piatti UNICI”, progetto realizzato da Chiesi di cui abbiamo parlato con Emanuela Errichiello, Field Marketing Lead Chiesi Global Rare Diseases, e Carmen di Silvio, Head of Field & Marketing Rare LSD, Italy – Chiesi.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
Il Progetto “Piatti UNICI” nasce dall’esigenza di promuovere un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile attraverso uno strumento semplice e facilmente applicabile nella vita quotidiana delle persone affette da MR. L’obiettivo è aiutare le persone a comporre pasti completi dal punto di vista nutrizionale, favorendo scelte consapevoli senza rinunciare al gusto. Il progetto si rivolge alle persone affette da MR e a tutti coloro che hanno delle disabilità e che desiderano migliorare le proprie abitudini alimentari. 

Potrebbe descriverlo brevemente?
“Piatti UNICI” propone un modello pratico per costruire pasti bilanciati, valorizzando la varietà degli alimenti, la stagionalità e la qualità delle materie prime. Attraverso materiali informativi, attività formative e momenti di confronto: il progetto diffonde indicazioni basate sulle evidenze scientifiche, adattabili alle diverse esigenze delle persone affette da MR e facilmente replicabili nei diversi contesti di vita.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il progetto e l’amplificazione comunicazionale associata, hanno contribuito ad aumentare la consapevolezza sull’importanza di una corretta composizione del pasto e sull’adozione di stili di vita salutari, raggiungendo numeri significativi: più di 500 uscite tra digitali e fisiche raggiungendo un audience totale di 12.147.063. L’obiettivo è ampliare ulteriormente la diffusione di questi messaggi, coinvolgendo un numero crescente di persone e rafforzando la collaborazione con istituzioni, scuole e operatori sanitari, affinché l’educazione alimentare diventi parte integrante della prevenzione.  

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
C’è ancora molto da fare sul fronte dell’educazione alimentare e della prevenzione. È fondamentale rendere le informazioni scientifiche sempre più accessibili, contrastare la disinformazione e favorire un approccio multidisciplinare che coinvolga sanità, scuola, istituzioni e comunità. Promuovere comportamenti salutari richiede continuità, strumenti concreti e una comunicazione chiara, capace di raggiungere persone di ogni età.

Qual è l’aspetto principale dell’Health Engagement Project che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Nei prossimi anni sarà decisiva la capacità delle aziende e dei diversi stakeholder di consolidare il legame tra educazione alimentare, prevenzione e sostenibilità. Offrire modelli alimentari semplici, scientificamente validati e facilmente applicabili potrà contribuire a migliorare la salute delle persone affette da MR, promuovendo al tempo stesso una maggiore consapevolezza dell’impatto delle scelte alimentari sul benessere individuale e collettivo.